Questa volta si parla dei NEET, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non seguono percorsi di formazione.
In Italia siamo al 13,4% (11,8% i maschi, 14,9% le femmine), quarti peggiori in Europa, dopo Romania, Bulgaria e Grecia. La media UE-27 si ferma all’11,0%.
Un dato che non sorprende più di tanto, visto quello che si è visto nelle due mappe precedenti: meno laureati, meno lettori, e più giovani che restano ai margini del mercato del lavoro e dei percorsi formativi.
Da notare anche il divario di genere: in quasi tutti i paesi le femmine hanno valori più alti dei maschi, ma in Italia questo divario è particolarmente marcato (3,1 punti, tra i più alti in Europa): una parte del problema ha a che fare con le opportunità – o con gli ostacoli – che incontrano le giovani donne.
