A fidarsi dei titoli dei giornali, si potrebbe credere che lo zucchero sia il grande nemico della salute moderna.
Articoli, libri, documentari, influencer: tutti contro lo zucchero, ogni giorno, con una costanza quasi ammirevole.
I dati però raccontano una storia diversa. Il grafico qui sotto è costruito sui dati del Global Burden of Disease 2023, il più grande e aggiornato studio al mondo che mette in relazione patologie, fattori di rischio e cause di malattia e morte.
Non è un’opinione, non è una corrente di pensiero: è la fotografia più accurata che abbiamo. I dati sono pubblici e consultabili sul tool dell’IHME (https://www.healthdata.org).
Guardando i numeri relativi all’Italia, misurati in DALY per 100.000 abitanti (cioè anni di vita persi o vissuti in malattia) la scala delle priorità appare piuttosto diversa da quella che ci viene raccontata.

Al primo posto troviamo la dieta carente di cereali integrali. Sì, quei cereali che qualcuno liquida con il classico “tanto si trasformano in zucchero una volta digeriti”.
Seguono una dieta povera di verdura e una ricca di sodio, il sale, appunto. Non si vedono folle inferocite, né campagne mediatiche contro patatine e hamburger. Eppure, il sale uccide e fa ammalare significativamente più dello zucchero.
Scorrendo la lista troviamo anche il consumo eccessivo di carni rosse e processate e una dieta carente di frutta, guarda caso quella con lo zucchero dentro.
Le bibite zuccherate? Sono in fondo alla classifica. Questo non significa che lo zucchero faccia bene, né che sia irrilevante, anzi. Significa che il problema alimentare è molto più complesso e sfumato di quanto convenga ammettere a chi vive di semplificazioni.
Significa che continuare a costruire un unico nemico mediatico, lo zucchero oggi, i grassi ieri, i carboidrati domani, distoglie l’attenzione da abitudini che pesano molto di più sulla salute collettiva.
Ma i dati, si sa, non fanno vendere integratori.
𝘍𝘰𝘯𝘵𝘦: 𝘦𝘭𝘢𝘣𝘰𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘴𝘶 𝘥𝘢𝘵𝘪 𝘐𝘏𝘔𝘌 – 𝘎𝘭𝘰𝘣𝘢𝘭 𝘉𝘶𝘳𝘥𝘦𝘯 𝘰𝘧 𝘋𝘪𝘴𝘦𝘢𝘴𝘦 2023 (𝘩𝘦𝘢𝘭𝘵𝘩𝘥𝘢𝘵𝘢.𝘰𝘳𝘨)